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Silvia Delli Zotti: “ISIT fa la differenza”

Studiare lingue sognando di diventare imprenditrice? Si può! Silvia Delli Zotti, dopo gli studi, ha fondato New Meaning, società che offre servizi di traduzione per tutte le esigenze professionali. Per riuscire è importante crederci fortemente e non mollare, ma è altrettanto importante un’ottima preparazione che Silvia ha trovato in ISIT. “Ringrazierò sempre i miei genitori che mi hanno permesso di frequentare l'istituto di Trento. Tre anni che custodisco gelosamente nel cuore”.

Che cos’è New Meaning? 

“New Meaning è quel sogno che mi ha spinta a scegliere la carriera da traduttrice, un qualcosa che covavo da sempre. È una rete di circa 100 traduttori freelance - 23 lingue con altre in possibile entrata - che ricevono testi da tradurre di diversa natura e che possono liberamente scegliere di tradurre oppure no, a seconda delle loro specifiche competenze settoriali, della deadline e di altre variabili. Ci tengo a dire che sono quasi tutti traduttori giovani, qualcuno di loro sta ancora terminando gli studi. Inoltre sono tutti liberi professionisti con o senza partita IVA; possono perciò avere altri clienti oltre a New Meaning, perché credo che la libertà sia un valore fondamentale per permettere ai professionisti di lavorare serenamente. L'importante è che rispettino la data di consegna e che la traduzione sia degna di questo nome. New Meaning non è solo traduzione: ci stiamo evolvendo per aprire le frontiere anche all'interpretazione dove - diciamolo pure - il gioco di squadra non è ancora ben concepito. Io, invece, ci credo fermamente perché un gruppo è più forte e motivato di un singolo e nel mercato l'unione di talenti è un aspetto che  bisogna smettere di sottovalutare. Sì, anche nel nostro di mercato.”

Com’è nata l’idea? 

L'idea è nata lavorando come traduttrice freelance. Una parte della mia clientela è di natura turistica e, qui in Trentino, lavorare con le mie due lingue (inglese e spagnolo) non era sufficiente. Così ho iniziato a chiedere a colleghi di svolgere traduzioni verso il tedesco, l'olandese, il ceco, il polacco... e ho notato che questo sistema funzionava e mi piaceva pure! Potevo delegare file agli amici che avevo conosciuto all'ISIT oppure a traduttori colleghi dei colleghi dei miei colleghi e così via. Nel 2015, durante la mia gravidanza ho pensato che non sarebbe stato più possibile trascorrere 8-10 ore in ufficio di lì a breve, quindi ho iniziato a contattare i traduttori conosciuti in quei 5 anni e a viaggiare in tutta Italia per conoscerli personalmente. Insomma... colloqui "on the road" :) Chi abita all'estero l'ho "conosciuto virtualmente" su Skype, dove facciamo anche i briefing.”

Quali sono i tuoi clienti? 

“Piccole-medie imprese italiane che esportano i loro prodotti oppure realtà nel mondo del turismo, testate giornalistiche e riviste. Poi ci sono i privati, soprattutto con richieste nel settore giuridico. Infine, c'è un ambito, la medicina, che sto studiando da un po' e per il quale mi sto preparando attraverso corsi e studio costante.”

Cosa ti piace di più del tuo lavoro? 

“Dovrei scrivere un papiro solo per rispondere a questa domanda. Faccio prima a dire cosa non mi piace. Da quando sono mamma, non amo molto lavorare la sera e nei weekend, perché sono gli unici momenti in cui posso stare tranquilla con mio figlio. Lo faccio sempre meno spesso, per fortuna. Ci vuole tanta organizzazione e prontezza nel risolvere le urgenze e, soprattutto, ci vuole una squadra motivata che scatta in aiuto. Per il resto, come si fa a non amare questo lavoro? È come viaggiare stando seduti alla propria scrivania. Quando traduco non sono mai "qui" con la mente... perché, secondo me, solo così puoi produrre una traduzione elaborata dal cuore, passata per il cervello e partorita dalle mani. Tutto qui.”

Con una laurea in lingue si può fare molto, anche diventare imprenditrice. Che consiglio ti senti di dare a chi sta per intraprendere la scelta dell’università? 

“Certo che si può diventare imprenditrici! Ci vuole un sacco di determinazione, di pazienza e di sudore. Mollare subito è troppo facile. Ed è pure severamente vietato mollare dopo le prime 100 porte sbattute in faccia! Questo vale anche per la scelta dell'università e durante il percorso in ISIT che, se si vogliono risultati, non è da prendere sotto gamba. Io mi iscriverei di nuovo a ISIT, senza ombra di dubbio! Ho amato quella scuola! ISIT permette di mirare agli orizzonti più lontani sempre accompagnati da docenti e da staff impeccabili. Si percepisce subito che sono lì per te, per il tuo futuro.”

www.newmeaning.it