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Dagli studi in ISIT alla comunicazione d’impresa

Alla seconda edizione dell’evento “...E DOPO ISIT?” ha partecipato anche Camilla Borz, freelance in comunicazione e relazioni pubbliche. Ovviamente non ci siamo fatti scappare l’occasione di farle alcune domande! 
Di cosa ti occupi attualmente? Qual è il percorso che ti ha portata alla professione attuale?
In Trentino ho completato il mio intero percorso formativo linguistico e umanistico. Ho scelto ISIT per la sua proposta di valore e per le possibilità che offre, tra cui quella di  trascorrere, come ho fatto io, qualche mese in Inghilterra durante la stesura della tesi di laurea. Dopo la laurea mi sono trasferita a Trieste con l’idea di proseguire gli studi nel campo dell’interpretazione di conferenza. Come spesso accade però i piani possono cambiare e infatti sono entrata subito nel mondo del lavoro, più precisamente nel settore luxury hospitality, operando nel campo comunicazione e marketing. 
Nel 2017 il mio spirito imprenditoriale ha preso il sopravvento: ho deciso quindi di mettermi in proprio, specializzandomi in brand strategy e attività di ufficio stampa. 
Oggi ho in corso collaborazioni con brand estremamente rinomati, come Assicurazioni Generali e Legami Milano, e nel contempo sono attiva anche su progetti nel mondo dello sport, dell’arte e del cinema. Oltre al lavoro, che è la mia grande passione, amo sperimentare in cucina, praticare sport acquatici e trascorrere tempo di qualità con le persone.

Nella vita non si vince sempre, questo si sa, ma come ci si dovrebbe comportare di fronte a situazioni in cui nulla va come dovrebbe andare? Quale ruolo hanno avuto i fallimenti nella tua vita professionale e personale?
Affrontare un percorso accademico e professionale richiede un alto livello di concentrazione e determinazione per poter raggiungere i propri obiettivi. 
Ogni giorno, nella mente, sono ben chiari i traguardi prefissati e per quanto arduo o lungo possa apparire il percorso lo si affronta “al massimo”, con convinzione e tenacia. Questo cammino regala indubbiamente grandi soddisfazioni, ma presenta molte sfide e ostacoli ed è per questo altamente formativo. Occorre quindi mettere in conto grandi sacrifici e contemplare il fallimento.  A chi non è capitato di prendere un brutto voto a scuola? Di non superare un esame? Di non essere abbastanza convincente a un colloquio? 
Nonostante tutto l’impegno messo, qualcosa è andato storto.
Incredibile.
Proprio in questo frangente la strada che abbiamo percorso si biforca: da una parte la via del “ritenta sarai più fortunato” (chissà), dall’altra la via del fallimento, che ho personalmente rinominato “la via delle nuove occasioni”. Per me, infatti, accettare il fallimento è un allenamento alla positività e al cambiamento: significa ampliare la visione e intravedere possibilità e progetti che prima magari nemmeno pensavamo esistessero, perché eravamo troppo concentrati sul nostro unico obiettivo. 
Allora è lecito porsi un quesito: e tutta la fatica spesa per arrivare fin qui? 
Nulla è perduto: l’esperienza e le competenze acquisite saranno ottime compagne nel nuovo percorso! 
Il fallimento nel raggiungere il traguardo non pregiudica il percorso, se affrontato con impegno, curiosità ed entusiasmo. 
La professionalità è frutto dell’esperienza e l’esperienza è frutto dei fallimenti.
L’esperienza lavorativa ti ha portato, nel 2017, a decidere di metterti in proprio e quindi di iniziare una carriera da freelance. Cosa significa essere liberi professionisti nel mondo della comunicazione?
Scegliere di essere liberi professionisti significa assecondare la propria indole rispetto al mondo del lavoro. 
Sono due i concetti chiave che ogni freelance dovrebbe fare propri: il primo è la necessità di avere una professionalità, e dunque di essere specializzati in un preciso ambito, esserne appassionati e continuare ad aggiornarsi a riguardo. 
Il secondo è l’idea di libertà. 
Libertà di scegliere i progetti da seguire, le relative modalità e tempistiche, sempre tenendo in considerazione l’altra faccia della medaglia: la libertà che i clienti hanno di sceglierti o meno. 
Insomma, è una relazione professionale molto fluida, diversa dal solido patto che si crea tra un’azienda e un dipendente. Per me lavorare nel mondo della comunicazione e delle lingue significa respirare a pieni polmoni, continuare ad acquisire competenze, crescere con grande entusiasmo. Mi piace ascoltare gli altri e trovare soluzioni efficaci che li rendano davvero soddisfatti.
Che consigli ti senti di dare ai ragazzi che vorrebbero intraprendere il tuo stesso percorso?
Non abbiate paura. 
Paura di sbagliare, di sentirvi fuori luogo, di essere ripresi, di fare qualche passo falso, di allontanarvi da casa, di essere giudicati, di uscire dalla vostra comfort zone. Imparate a conoscervi sempre meglio, a sentire ciò che provate e ad assecondarvi ,perché dovrete vivere tutta la vita con voi stessi ed è meglio che troviate fin dal principio sintonia ed equilibrio. Non abbiate paura di confrontarvi con altre persone, anche se molto diverse da voi: in loro troverete sorprese e nuovi spunti per accelerare la vostra crescita. 
Provate, fallite e ricominciate. 
Come interpreti e traduttori avete delle doti speciali che, se costantemente alimentate, vi permetteranno di leggere la contemporaneità. 
Spetterà poi a voi agire di conseguenza.