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Da Genova a Trento per studiare lingue

Dopo aver visitato altre università, Camilla ha preferito l’istituto trentino. “Dopo tre anni confermo la mia scelta!”

Mi chiamo Camilla, vengo da Genova e tre anni fa, dopo aver visitato altre realtà, ho scelto l’ISIT perché mi hanno colpito fin dal primo momento la preparazione del personale e l’attenzione che viene prestata al singolo. Sin dai primi anni di liceo avevo il “sogno” di diventare interprete. Dopo essermi recata a visitare altre università con lo stesso indirizzo, quando, per la prima volta, sono entrata all’Istituto Accademico per Interpreti e Traduttori di Trento ho percepito subito che c’era qualcosa di diverso; ha suscitato in me un’emozione che fin a quel momento non avevo “sentito”.

Diversi fattori mi hanno portata a questa scelta: la presenza di un laboratorio linguistico all’avanguardia, il contatto diretto con i professori e la possibilità di incontrare gli studenti.

Dopo essere giunta quasi al traguardo di questo percorso, posso affermare, con certezza, di aver fatto la scelta migliore: se tornassi indietro, la rifarei. In questi tre anni di università ho avuto la possibilità di alternare lo studio a varie proposte di tirocinio. Quest’anno per esempio, a gennaio, ho partecipato come consulente linguistico alla Coppa del Mondo di sci nordico, in val di Fiemme, mettendo in gioco le mie competenze linguistiche e non solo. Altro aspetto che sicuramente distingue l’offerta formativa dell’istituto trentino è la possibilità di frequentare corsi settoriali che toccano diversi ambiti, da quello economico a quello giuridico, dal settore giornalistico a quello turistico. I corsi si tengono in diverse lingue straniere, dando perciò la possibilità agli studenti di ampliare le proprie conoscenze e il proprio vocabolario.

L’anno scorso, tra i diversi linguaggi settoriali che ho frequentato, sono rimasta particolarmente colpita dal corso di “Inglese Giornalistico”. Abbiamo collaborato con il team di Trento Fiere e nel periodo natalizio siamo stati ai mercatini e abbiamo intervistato i turisti stranieri presenti.

Dove m’immagino da “grande”? Beh, mi piacerebbe lavorare nelle Istituzioni europee come interprete o intraprendere la carriera diplomatica.

Un consiglio che mi sento di dare a chiunque deve ancora compiere una scelta è di non avere paura e di buttarsi! So che iniziare un nuovo percorso spaventa sempre, ma non bisogna mai tirarsi indietro, perché se io tre anni fa non avessi preso la decisione di trasferirmi a  360 chilometri da casa, oggi non sarei qui a raccontarvi questo cammino.