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INTERVISTA Rebecca Elena Vanelli

Elena VanelliCiao Rebecca Elena e congratulazioni per la tua recente laurea! Che ne dici di raccontarci un po' di te? Quali lingue hai studiato e quale percorso di specializzazione hai scelto?
Durante il mio percorso ho studiato tedesco, spagnolo e inglese. Ho scelto interpretazione, perché rispetto alla traduzione credo mi abbia permesso di avere un rapporto più vivo e diretto con le lingue. L’interpretazione mi ha permesso di sviluppare una maggior elasticità mentale nel passare da una lingua all’altra.

Qui in ISIT siamo pochi studenti, e questo può essere un valore aggiunto. Com’è stato il tuo rapporto con i professori e ti è piaciuto studiare in questo Istituto?
L’attenzione allo studente è un valore aggiunto. Ogni studente ha la possibilità di capire su quali punti lavorare, il tutto con il supporto e la disponibilità dei docenti. Le lezioni danno ad ogni studente l’occasione di intervenire e partecipare in modo diretto e di confrontarsi con docente e colleghi. Sono un primo approccio di quanto si affronta in classe; è poi richiesta la costanza di continuare il lavoro autonomamente a casa.
Grazie anche alle aule di ISIT, dotate di tutti gli strumenti per condurre la lezione in modo interattivo, nel caso della traduzione e dei corsi settoriali, e in modo realistico con apposite cabine e microfoni, per quanto riguarda interpretazione, è stato possibile migliorare ulteriormente nelle varie materie.

ISIT offre molte opportunità per quanto riguarda gli stage. Tu che esperienze hai avuto? Pensi che potrebbero tornarti utili in futuro, per la ricerca di un possibile lavoro?
Ho preso parte ad alcuni stage, proposti sul nostro territorio. Tra questi quello organizzato in occasione del Tour de Ski in Val di Fiemme; mi sono occupata delle interviste agli atleti e delle traduzione di comunicati stampa. Un’esperienza sicuramente utile, essendomi calata per la prima volta in un vero ambiente lavorativo, con i suoi ritmi e le sue scadenze.

Ora che ti sei laureata, quali sono i tuoi progetti?
Sicuramente continuare gli studi. Una laurea magistrale durante la quale vivere esperienze di Erasmus.

Che consigli ti senti di dare ai ragazzi che vorrebbero intraprendere il tuo stesso percorso?
L’unico consiglio che mi sento di dare è questo: il ritmo è alto, la professionalità è tanta e bisogna farne tesoro, non perdete mai la voglia di imparare qualcosa di nuovo. Le lingue sono un mondo infinito, non si smette mai di conoscerle.