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INTERVISTA Rebecca Evelyn Fruet Souza

Fruet SouzaCiao Rebecca Evelyn, complimenti per la laurea! Possiamo chiederti l’argomento della tua Tesi e perché lo hai scelto?
Per la Tesi di Laurea ho deciso di mettere alla prova le mie conoscenze linguistiche cimentandomi nella traduzione, anche se avevo scelto interpretariato come specializzazione. Ho deciso di tradurre dall’inglese all’italiano alcuni documenti sulla discriminazione delle donne scritti da Amnesty International e un romanzo satirico tedesco dal titolo “Fuck the Möhrchen: Ein Baby packt aus”. Desideravo fare ricerche teoriche, come quelle sul femminismo e sulla discriminazione contro le donne nei Caraibi e nell’America Latina e l'umorismo nella linguistica e nella filosofia. L’attività di ricerca mi interessava di più rispetto alla creazione di un glossario.

Sono state giornate impegnative e ora gusti il meritato riposo. Vorremmo chiederti un’opinione: come valuteresti la tua esperienza in ISIT?
L’esperienza in ISIT, come ogni cosa nella vita, ha avuto i suoi alti e bassi, ma nel suo complesso è stata positiva. Ho conosciuto docenti e compagni di corso che mi hanno fatto crescere e per questo ne sono immensamente grata. L’impegno richiesto è stato grande, ma alla fine ha dato i suoi frutti.

Quali lingue hai studiato e perché hai scelto interpretazione come indirizzo al terzo anno?
Al primo anno ho scelto di studiare inglese, tedesco e francese, per proseguire con le tre lingue apprese durante i cinque anni di liceo linguistico. Sfortunatamente ho concluso il mio percorso accademico solo con l’inglese e il tedesco, per motivi personali. Al momento della specializzazione ho scelto l’interpretariato. L’interpretazione è stata una sfida diversa rispetto alla traduzione. L’interprete deve essere preparato e sempre pronto a tutto. Per fare questo è necessario uno studio approfondito dei vocaboli per i diversi settori. È stato molto stancante, a volte stressante, ma ne è valsa la pena.

Raccontaci qualcosa sulla realtà di ISIT.
ISIT è una realtà universitaria piccola. Gli studenti sono pochi e molto seguiti, il rapporto con i docenti è diretto, sono sempre reperibili via mail e disponibili a fare degli incontri per aiutare gli studenti. I professori sono molto preparati ed a volte offrono sfide interessanti per aiutare gli studenti a crescere ed espandere le proprie conoscenze.

Ed in merito al percorso di studi ed alla struttura dell’Istituto?
Durante le lezioni si studia la teoria e si discutono temi particolari, si chiariscono dubbi relativi alla grammatica o alla cultura, ecc… Come in ogni università non ci si può sottrarre al lavoro a casa, soprattutto in ISIT è necessario mettere alla prova le proprie conoscenze con gli esercizi di traduzione o di interpretazione quotidiani. È necessario ripassare sia la grammatica che i vocaboli. Ovviamente la quantità di studio personale, dipende dalla determinazione e dalla voglia di fare dello studente. Per quanto riguarda la struttura, ISIT dispone di aule luminose, accoglienti e ben attrezzate (con computer e lavagne interattive). Inoltre è presente un’aula studio a disposizione degli studenti. Anche quest’area è dotata di molti computer, di due stampanti, di una cabina per l’interpretazione e grandi tavoli con sedie. C’è anche un angolo con molti libri in lingua da leggere nei ritagli di tempo.

Perché hai scelto ISIT?
Uno dei motivi principali per cui ho scelto ISIT è stata l’opportunità di poter lavorare sul campo. Ho avuto modo di partecipare a molti tirocini, già dal primo anno, durante il quale ho affiancato nel laboratorio compiti alcuni bambini frequentanti le scuole elementari. Inoltre ho avuto l’opportunità di partecipare a due tirocini all’estero. Il primo durante l’estate del secondo anno: mi sono recata a Tübingen (Germania) presso il Neckarcamping Tübingen. Il secondo pochi mesi fa, al termine del mio percorso accademico: sono stata ad Innsbruck (Austria) in qualità di interprete per l’Agenzia del lavoro di Trento e della corrispettiva austriaca, l’AMS del Tirolo. Durante queste esperienze di stage ho imparato molto su me stessa e sul mondo del lavoro, soprattutto sul concetto della professionalità, di cui si è parlato spesso durante le lezioni di interpretariato. La pratica non può mai essere separata dalla teoria.

Piani o progetti per il futuro a cui ti stai preparando?
In questo periodo di quarantena mi sto dedicando allo studio della programmazione e del coding con JavaScript e coding online. Queste competenze informatiche, in aggiunta a quelle linguistiche, saranno utili per il mio futuro. Inoltre vorrei creare un portfolio online da abbinare al mio CV in vista dei miei futuri colloqui di lavoro.

Hai qualche consiglio per chi si vuole iscrivere ad ISIT?
Chi sceglierà ISIT deve sapere che l’impegno richiesto sarà grande; l’esito del percorso accademico sarà per lo più il risultato della capacità di sapersi mettere in gioco e di accettare le critiche per migliorare. Anche l’impegno economico richiesto, è da valutare con attenzione e da considerare un vero e proprio investimento per il proprio futuro.