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Quanto conta la laurea magistrale?

Aurora e Veronica sono due ex studentesse di ISIT che hanno seguito percorsi accademici e professionali totalmente differenti. Aurora, la più giovane sommelier d’Italia da sempre appassionata di vini, è consulente comunicazione ed eventi di “Wine&Food”, mentre Veronica è responsabile del servizio clienti di “PerVoice”, realtà che opera nel settore della traduzione simultanea. Come ISIT le ha aiutate a realizzare i loro sogni professionali? Glielo abbiamo chiesto per voi.
Avevi già un buon livello linguistico quando ti sei iscritta in ISIT?
Aurora. “Conoscevo già molto bene il tedesco, ma avevo un forte accento svizzero e mi sono perciò iscritta all’ISIT per perfezionarlo e allo stesso tempo per imparare inglese e francese, lingue fondamentali nella professione di sommelier”.
Veronica. “Avendo frequentato il liceo linguistico avevo delle basi solide in inglese, spagnolo e tedesco, ma nonostante questo, il triennio è stato impegnativo. Viene richiesto molto agli studenti, che tuttavia hanno tutti gli strumenti per dare il massimo”.
Pensi che sia necessaria una laurea magistrale?
Veronica. “Nella vita quello che importa è fare ciò che si deve con passione, con entusiasmo. A mio avviso è questa la chiave del successo. Per cui non conta quanto si studia, non importa se ci si specializza in un ambito particolare o meno, quello che fa la differenza è fare la scelta giusta in base alle proprie inclinazioni. Io non ho frequentato il corso magistrale, ma grazie a un tirocinio, organizzato da ISIT durante il terzo anno, incentrato sul Trattamento Automatico del Linguaggio (TAL), ho trovato subito lavoro in un settore all’avanguardia e in costante sviluppo”.
Aurora. “Ho proseguito gli studi e ho conseguito la laurea magistrale. Oggi lavoro in un ambito che coniuga la mie due più grandi passioni: le lingue e il vino. Credo comunque che sia importante avere ben chiaro cosa si vuole fare “da grandi”, avere entusiasmo e passione, non perdere mai la curiosità e sapersi mettere alla prova, sondando i propri limiti e cercando di spingersi oltre ogni giorno”.
In cosa ISIT, a vostro avviso, fa la differenza?
Veronica e Aurora. “L’istituto ha il grande vantaggio di saperti tenere per mano e al momento giusto darti la spinta necessaria per approdare con passo sicuro nel mondo del lavoro”.