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Ready for the Big Day?

Tutti aspettiamo con ansia il giorno della laurea, il giorno che scandisce un nuovo inizio. C’è chi non sa ancora cosa fare, chi invece ha già le idee chiare. Abbiamo intervistato Barbara Dellana, che si è laureata il 15 marzo: ecco le sue considerazioni sul percorso fatto e su quello che le riserva il futuro.

Allora Barbara, in quali lingue ti sei laureata e qual era l’argomento della tua tesi?
Come tesi ho deciso di produrre un glossario sull’apicoltura in due lingue, tedesco e inglese. Ho scelto questo tema perché penso sia un settore molto interessante e fino ad ora poco approfondito. Mi affascina la loro società, il fatto che sia tutto in equilibrio, che ogni singola ape sappia quello che deve fare e si adoperi per il benessere dell’alveare, penso sia un modello da riprodurre anche nella società umana. È un tema che ho a cuore anche perché la famiglia del mio ragazzo si occupa di apicoltura, questo aspetto mi ha permesso di vedere di persona quello che stavo trattando e di avere una fonte orale autorevole.

Perché un glossario?
Un glossario perché penso riassuma al meglio il lavoro di un interprete. Anche se in modo meno approfondito, un professionista deve sempre cercare prima i vocaboli dell’ambito che tratterà e stilare un glossario.

Quali difficoltà hai trovato nel redigerlo?
La difficoltà più grande è stata trovare fonti attendibili e dei corrispettivi nelle varie lingue che fossero equivalenti: spesso venivano usate, come sinonimi, parole che però significavano altro. Poter parlare con un apicoltore mi ha aiutato moltissimo.

Tornando al tuo percorso in ISIT, cosa ci puoi dire? Che lingue hai studiato?
Oltre a quelle in cui mi sono laureata, ho studiato anche spagnolo. Ho seguito tutti corsi di ogni lingua, sia traduzione che interpretazione fino al secondo anno, al terzo ho deciso di continuare con l’interpretazione.

Sei soddisfatta della preparazione che ti ha è stata data in questi tre anni? Pensi che sia sufficiente per inserirti nel mondo del lavoro?
Sono molto soddisfatta della preparazione che ho ricevuto. Faccio l’esempio del tedesco: sono arrivata con un buon livello, già un B2. Quello che mi mancava  era il coraggio di buttarmi, di parlare. Le lezioni di interpretazione e di comunicazione e cultura mi hanno aiutato molto. Sono classi piccole dove gli studenti sono seguiti da vicino, possono fare domande e chiarire ogni dubbio. Questo vale per ogni lingua ma sono particolarmente orgogliosa dei miei miglioramenti in tedesco, tanto orgogliosa che non vedo l’ora di lavorare con questa lingua. Sono convinta che questi tre anni siano sufficienti per trovare un lavoro.

Mi ricollego a questo per la nostra ultima domanda: cosa pensi di fare in futuro?
È una domanda difficile, la preparazione che ho ricevuto è molto buona, mi prenderò un periodo di pausa per capire se desidero proseguire con gli studi. Al momento sono più propensa a iscrivermi a un master all’estero, in Germania o in Austria, proprio perché amo il tedesco e credo sia una lingua fondamentale.