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Stage in ISIT un’esperienza da fare

Alyssa Todaro. “Ero un po’ preoccupata perché non avevo mai lavorato prima come interprete, ma quest’esperienza di tirocinio mi ha fatto capire che è proprio quello che voglio fare da grande”.

Lunedì 20 e martedì 21 maggio, Trento ha ospitato un seminario sul tema della biodiversità urbana, proposto dall’Associazione “Città alpina dell’anno” della quale Trento fa parte insieme ad altre città dell’arco Alpino. In particolare il seminario si è collocato all’interno del progetto Urbabio che ha coinvolto le città di Trento, Belluno, Chambery e Annecy, che a turno hanno organizzato incontri legati a questo argomento.
Ad uno degli appuntamenti proposti ha partecipato, come ospite, anche il Maestro Beppe Vessicchio, per un intervento sulla relazione tra musica e natura.

Anche ISIT è stato protagonista durante questo appuntamento: Todaro Alyssa, una nostra studentessa, che frequenta il terzo ed ultimo anno, ha partecipato fornendo un servizio di interpretazione, richiesto dal Comune di Trento per gli ospiti francesi.

Perché hai deciso di partecipare?
Ho sempre voluto cimentarmi nell’interpretazione mettendo in pratica la teoria appresa durante questi anni all’ISIT, in particolare al terzo anno; inoltre, mi ha incuriosita molto che mi affidassero l’incarico senza preoccuparsi del fatto che fossi in grado, o meno, di portarlo a termine, dato che ho poca esperienza, dimostrandomi perciò molta fiducia.

Com’è andata?
Prima di iniziare il tirocinio mi è stato chiesto di tradurre un testo, inerente l’evento, dall’italiano verso il francese e in questo modo ho potuto fare pratica anche con la traduzione scritta che, secondo me, è un’esperienza da non perdere, perché ci si rende conto delle scadenze da rispettare, della difficoltà nel dover tradurre, da soli, un testo senza l’aiuto di un insegnante o di qualsiasi altra persona pronta a correggerti.

In quali attività sei stata coinvolta?
Ho partecipato al tirocinio proposto da ISIT nell’ambito del progetto Urbabio e ho avuto la fortuna di  affiancare due interpreti professionisti, che facevano da mediatori a un gruppo di francesi. Durante i due giorni di tirocinio ho potuto ammirare il lavoro degli interpreti, osservando le loro tecniche e strategie e ho anche appreso alcuni metodi per gestire qualsiasi tipo di situazione. Nei momenti di pausa sono riuscita a parlare direttamente con alcuni membri del gruppo francese, utilizzando un linguaggio più colloquiale, diverso la quello formale che ho usato durante l’evento al MUSE, e quindi ho potuto adoperare la lingua francese in tutte le sue declinazioni.

Ci racconti la serata al MUSE?
Abbiamo mangiato tutti insieme all’interno del MUSE e in occasione dell’evento “La musica fa crescere i pomodori?” ho fornito un servizio di interpretazione traducendo il maestro Beppe Vessicchio, e gli altri relatori presenti, dall’italiano verso il francese.
L’evento è durato due ore e mezza e io ho dovuto tradurre ogni singolo commento e discorso per tutto l’arco temporale e questo mi ha messa a dura prova, perché non ero abituata a tempi così lunghi. Oltre a questo, non conoscevo l’argomento preciso che si sarebbe trattato, come accade spesso nel mondo del lavoro per l’interprete, e dunque non ho potuto prepararmi molto per affrontare la serata. I relatori avevano un eloquio molto rapido e passavano da un tema all’altro partendo da discorsi inerenti la chimica, la biologia, per poi spostarsi sull’enologia e sulla musica e questo è stato molto destabilizzante e faticoso. Al di là della difficoltà sono riuscita a far passare il messaggio durante tutta la serata, facendo del mio meglio. L’essere riuscita a gestire una situazione molto complessa da sola, mi ha confermato che sono in grado di superare ostacoli inaspettati e situazioni stressanti con molto autocontrollo.

Cosa ti è rimasto dell’esperienza che hai vissuto?
Il mio sogno nel cassetto è quello di diventare un’interprete e il fatto di aver avuto l’opportunità di fare la mia prima esperienza nel mondo dell’interpretazione pur essendo così giovane, mi ha fatto capire che il mio sogno può diventare davvero realtà. Le mie aspettative per questo tirocinio erano molto alte e non ero convinta di riuscire a sostenere un incarico come questo e invece, grazie alle persone che hanno partecipato agli eventi e che mi hanno messa completamente a mio agio, sono riuscita a portarlo a termine con successo.